ARAD Group:
da Israele alla leadership mondiale
Arad, società capogruppo della multinazionale globale ARAD Group, ossia il Gruppo a cui appartiene WaterTech, nasce nel 1941 in Israele, Paese in cui la salvaguardia della risorsa idrica è da sempre una necessità assoluta, ancor prima che un obbligo. Per combattere la cronica carenza d’acqua, Israele ha dovuto sviluppare tecnologie estremamente avanzate di water saving, diventando la Nazione leader a livello mondiale nel campo della gestione di questo prezioso elemento.
Con oltre il 60% della superficie del suo territorio che è costituito da aree desertiche, pressoché prive di acqua, Israele è una delle Nazioni più svantaggiate al mondo dal punto di vista idrogeologico. Il clima arido e secco, con scarse precipitazioni, non fa che peggiorare la situazione.
Se in Italia ed in Europa la frase “L’acqua è un bene prezioso” risuona più come un motto, un avvertimento a non sprecare una risorsa tanto preziosa, in Israele essa è un vero e proprio diktat per la sopravvivenza del Paese e dei suoi cittadini.
Ma Israele è anche lo Stato che, più di chiunque altro al mondo, ha fatto dell’ingegno dei propri abitanti l’arma vincente nelle grandi sfide globali, dimostrandosi in grado di superare persino le difficoltà imposte dalla scarsità dell’acqua. Nonostante l’avversa situazione territoriale, è riuscito nell’impresa di creare enormi estensioni di colture, ergendosi come uno dei maggiori esportatori di derrate agricole del mondo, per un valore di oltre 2 miliardi di dollari. Inoltre, Israele è ora un Paese ricco di acqua, con buone eccedenze e addirittura in grado di fornirla alle Nazioni vicine.
Tecnologia avanzata per raggiungere grandi traguardi e affrontare le sfide globali
Ma come ha fatto un Paese di dimensioni ridotte, che conta poco più di 9 milioni di abitanti e che è quasi totalmente privo di fonti di acqua dolce, a sopravvivere e a prosperare? Come è riuscita una Nazione così svantaggiata a svilupparsi e raggiungere livelli economici così elevati, con un PIL pro capite che, nel 2023, sfiora i 54 mila dollari, nonostante la carenza di una risorsa tanto importante per la vita come quella idrica?
La soluzione a un simile gigantesco problema è stata trovata nella nascita di una avanzatissima catena del water-saving: si tratta di svariate migliaia di imprese altamente tecnologiche e innovative, comprese moltissime start-up, operanti sull’intera catena della distribuzione dell’acqua e tutte focalizzate a trovare nuove fonti idriche e a preservare questa preziosa risorsa. Tale processo di accelerazione tecnologica è stato così intenso e continuativo da far sì che Israele sia ormai unanimemente ritenuta la nuova Silicon Valley.
E i risultati di simili investimenti innovativi si sono esplicati in traguardi eccezionali. Israele è stato tra i primi Paesi al mondo a costruire giganteschi impianti di desalinizzazione per convertire l’acqua del mare in acqua potabile; questi avanzatissimi impianti, basati sul principio chimico-fisico dell’osmosi inversa, prelevano acqua salata dal Mar Mediterraneo, la trattano e restituiscono acqua potabile distribuibile in rete. Attualmente, oltre il 55% dell’acqua potabile consumata nel Paese proviene da questa fonte di approvvigionamento.
Ma l’utilizzo di queste portentose installazioni non è l’unico strumento alternativo adottato da Israele: per combattere la grave carenza idrica è stato necessario ricorrere anche ad altre fonti di approvvigionamento che sono piuttosto differenti rispetto a quelle generalmente impiegate nelle altre Nazioni. Per esempio, un altro 20% circa dell’acqua potabile consumata proviene dalla captazione da pozzi che possono raggiungere una profondità anche di 500 metri sotto la superficie del suolo.
Un’altra importante fonte di acqua potabile è il Lago di Tiberiade, detto anche Mare di Galilea, il più importante bacino idrico del Paese, situato nel Nord-Est, vicino all’omonima città di Tiberiade, da cui viene prelevata acqua dolce, poi trattata e distribuita in tutto il territorio nazionale.
Queste fonti di approvvigionamento alternativo di acqua hanno permesso ad Israele di essere totalmente indipendente ed autosufficiente dal punto di vista idrico, potendo così sviluppare un fiorente settore agricolo e portando alla nascita di una impressionante filiera del water management; d’altra parte, un simile eccezionale risultato porta con sé un pesante contraltare. Infatti, il processo di desalinizzazione è estremamente complesso ed energivoro, così come il processo di estrazione dell’acqua da pozzi a grande profondità. E anche la risorsa proveniente dal Lago di Tiberiade, sebbene di più semplice accesso rispetto alle prime due, richiede notevoli sforzi per poter essere distribuita in tutto lo Stato. Questa complessità si traduce in un enorme costo per l’ottenimento dell’acqua. Quindi, in Israele ogni singola goccia non ha solo un grande valore dal punto di vista etico, in quanto è un bene scarso e dunque prezioso, ma anche e soprattutto economico, siccome costa un’enormità “produrre” acqua. A differenza della gran maggioranza dei Paesi sviluppati, in cui la salvaguardia della risorsa idrica ha prevalentemente una valenza morale, in Israele essa ha anche una rilevanza fondamentale dal punto di vista del “portafoglio”, dettata dalla necessità di minimizzare dissipazioni, che sono estremamente costose per la Nazione.
Tutto ciò, unito alla già citata generale penuria della risorsa idrica, si riflette in una maniacale attenzione dell’intero sistema nell’evitare sprechi e nel “riutilizzare” quanta più acqua possibile. Tutta la filiera deve essere molto efficace ed efficiente per evitare anche il più minimo sperpero di tale risorsa. È indispensabile un profondo e costante adeguamento, potenziamento e miglioramento dell’intera filiera distributiva dell’acqua, al fine di garantire che gli sprechi e le perdite siano minimizzati.
Questo spiega perché le perdite medie degli acquedotti israeliani (media nazionale) si attestino appena sopra l’8%(contro il quasi 50% dell’Italia), cosa che fa del Sistema Idrico Integrato israeliano uno dei più performanti al mondo. Numerosi studi, soprattutto tedeschi, sostengono che sia impossibile (e comunque antieconomico) andare sotto il limite fisiologico del 7% di perdite idriche; in realtà, alcuni distributori israeliani si sono spinti ben al di sotto di questa incredibile soglia: Mekorot, una importante compagnia idrica nazionale di Israele e la principale agenzia del Paese per la gestione di tale bene, può vantare un tasso annuo di perdita d’acqua inferiore al 3%!
Israele è un’eccellenza internazionale anche nel campo del riutilizzo dell’acqua: il 100% della risorsa idrica consumata viene indirizzata agli impianti di depurazione e quasi il 90% delle acque reflue, dopo essere stato trattato e depurato, viene riutilizzato, soprattutto per l’agricoltura e per irrigare parchi e campi da golf. Una simile percentuale permette al Paese di posizionarsi al primo posto nella classifica mondiale delle Nazioni che riciclano più acque reflue, ben distanziato dal secondo classificato di tale ranking (la Spagna, che può vantare una percentuale di acqua riutilizzata di poco superiore al 20%).
ARAD: un campione dell’accelerazione tecnologica israeliana
I dati dimostrano inconfutabilmente che Israele è la Nazione leader a livello mondiale nel campo della gestione dell’acqua, essendosi dimostrata in grado di superare brillantemente una situazione di intrinseca carenza di risorsa, diventandone addirittura un importante esportatore.
Un successo di tali proporzioni è stato possibile grazie ad un intenso processo di accelerazione tecnologica che ha spinto tutte le aziende operanti nella filiera del water management verso un’attenzione costante all’innovazione e all’eccellenza dei prodotti e servizi offerti. Solo puntando sulla qualità più assoluta è possibile riuscire a raggiungere target tanto sfidanti quali quelli con cui Israele è stato costretto a confrontarsi.
Arad è una delle parti più attivamente coinvolte in questa impressionante filiera del water-saving, essendo sostanzialmente l’unico fornitore degli strumenti di misura dell’acqua in Israele. L’azienda, nata più di 80 anni fa a Dalia, un kibbutz situato a nord di Tel Aviv, dopo una crescita impetuosa su tutti i più importanti mercati mondiali è diventata la casamadre di un grande Gruppo multinazionale, il quale è ormai una consolidata realtà internazionale e opera in oltre 50 Paesi.
ARAD Group si impegna quotidianamente a proporre sul mercato le tecnologie di misura più avanzate, al fine di preservare l’acqua ed evitare anche i più minimi sprechi, offrendo soluzioni affidabili e dotate di una capacità metrologica estremamente elevata.
Il Gruppo ARAD vanta filiali sparse nei più diversi angoli del globo e ogni anno vende oltre 3 milioni di contatori, che vengono poi installati in ben 5 continenti. I principali mercati di sbocco del Gruppo sono, in ordine di dimensioni corrente, Stati Uniti e Canada, Israele ed Europa. Si tratta delle aree geografiche più tecnologicamente avanzate al mondo, dove ARAD Group è in grado di far valere i propri prodotti e servizi, assolutamente innovativi rispetto alla media del mercato.
Non a caso, ormai da diversi decenni ed ancora oggi unici sul mercato, il Gruppo ha costituito al proprio interno una società di ingegneria, indipendente dalle varie unità operative sparse nel mondo, dedicata esclusivamente agli sviluppi tecnologici: Arad Technologies. Questa società, costituita da oltre 100 ingegneri dotati dei più sofisticati laboratori e mezzi di ricerca messi a disposizione dal mercato, si occupa di sviluppare le tecnologie più avanzate che poi verranno riversate nei prodotti ARAD. Ovviamente questo significa che una parte assai rilevante della cifra d’affari generata da ARAD Group (circa il 25% di essa!) viene spesa in Ricerca e Sviluppo, ma è anche attraverso questa filosofia di lavoro che ARAD ha creato e continua a mantenere la sua posizione di leadership.
Non c’è quindi da stupirsi se il mercato USA è stato il primo mercato “estero” a riconoscere questo profondo know-how tecnologico, cosa che ha reso ARAD Group uno dei maggiori player negli Stati Uniti e in Canada fin dagli anni ‘80. Negli ultimi anni anche tanti altri mercati, ed in particolare quello europeo, si sono direzionati sempre di più verso un “approccio qualitativo”, puntando su aziende e tecnologie che garantissero effettivi efficientamenti nella gestione delle reti idriche. È in un simile contesto che va inquadrata la costante crescita dimensionale, nonché l’espansione in sempre più Paesi, del Gruppo ARAD.
Un simile dispiegamento di conoscenze, nonché gli ingentissimi investimenti in R&D, hanno permesso ad ARAD Group di raggiungere livelli qualitativi davvero notevoli, quale, per esempio, il fatto che già nel lontano 2009 Arad, prima società al mondo, ha lanciato il contatore elettronico statico ultrasonico di grande calibro (OCTAVE). Ad oggi sono stati venduti in tutto il mondo (soprattutto Israele, Stati Uniti, Canada ed Europa) ben oltre 1 milione di esemplari di questo contatore ad ultrasuoni.
Ma Arad, grazie alla stretta collaborazione con la filiale italiana del Gruppo, WaterTech, ha lanciato in una nuova era della metrologia anche i misuratori di piccolo calibro: l’avanzatissima tecnologia dei SONATA, la gamma di contatori residenziali ad ultrasuoni, rappresenta il meglio che il mercato degli static meter possa offrire in termini di precisione di misura, affidabilità e capacità trasmissiva.
Attualmente, Arad e tutte le sue filiali sparse per il mondo, dispongono di una gamma completa di contatori ad ultrasuoni, SONATA ed OCTAVE, dal calibro DN15 al DN300. Oltre alla straordinaria metrologia, questi avanzati misuratori garantiscono una incredibile capacità di comunicazione dei dati attraverso reti Fixed Network oppure Walk-by e Drive-by, come ad esempio l’NB-IoT, il LoRaWAN, il 169 MHz (compatibile con le reti gas) e l’868 MHz, sia wMBus sia OMS.
ARAD Group non è solo un fabbricante di contatori; operando su tutta la filiera dello smart metering, è in grado di offrire alle utilities che lo richiedono tutti i servizi relativi all’installazione, al trasporto dei dati e alla loro elaborazione (big data). Per esempio, l’azienda dispone di tre grandi centri di elaborazione dati e SAC, collocati in Israele, Olanda e Stati Uniti, che già gestiscono svariate decine di milioni di contatori installati in campo.
WaterTech, la filiale italiana di ARAD Group
L’Italia è uno dei membri europei che più ha colto con rapidità e fermezza il rapido processo di digitalizzazione delle reti che sta investendo, con tempi e modalità un po’ diverse, tutto il pianeta. I distributori idrici italiani sono stati svelti a comprendere i potenziali benefici insiti nella nuova tecnologia dello smart metering; in particolare, è encomiabile come molte delle utilities della Penisola abbiano abbracciato subito con forza l’idea di puntare su modalità di comunicazione Fixed Network per la lettura dei dati dei contatori, così da poter implementare un sistema di telegestione diffusa della rete. Attraverso una simile, sofisticata infrastruttura è possibile conseguire reali miglioramenti nella gestione operativa dell’acquedotto, minimizzando le perdite e garantendo agli utenti finali un servizio ancora più soddisfacente.
La decisione da parte di ARAD Group di operare con forza sul mercato italiano è stata dettata proprio da queste considerazioni: l’Italia è un Paese che guarda avanti, mira ad un futuro più sostenibile, un futuro in cui una risorsa tanto preziosa quale è l’acqua non viene più sprecata, ma, anzi, viene gestita in maniera ottimale. Questo ha portato, nel 2018, all’acquisto di una delle aziende leader del mercato italiano dello smart metering, una tra le aziende più innovative e tecnologicamente all’avanguardia dell’intero panorama europeo, già operante da anni nello smart metering gas e che disponeva quindi di un significativo know-how nel campo delle smart grids e della gestione dei big data: WaterTech.
Grazie a questa acquisizione, ARAD Group è oggi attivo anche in Italia attraverso la controllata WaterTech.
WaterTech offre sistemi di smart metering, sia acqua che gas, sviluppati con la stessa filosofia e la stessa avanzata tecnologia della capogruppo israeliana. Qualità assoluta nella misura e nei servizi accessori sono l’elemento indispensabile per preservare al meglio la risorsa acqua, oggi tanto fondamentale per la vita sul nostro pianeta.
WaterTech – ARAD Group, essendo la branch italiana del pressoché unico fornitore degli strumenti di misura in Israele, è il system integrator che porta in Italia le moderne tecnologie israeliane nel campo dello smart metering.
L’esperienza maturata dalle aziende israeliane nell’ambito della preservazione dell’acqua e della massiccia riduzione delle perdite idriche può essere di grande aiuto per i gestori del Sistema Idrico Integrato italiano; viceversa, la tipica innovatività italiana può risultare un fattore cruciale nello sviluppo di prodotti sempre nuovi e nel trovare soluzioni più versatili. Creare una partnership tra Italia ed Israele, in cui ci si scambia idee, best-practice, know-how e capitale umano, potrebbe portare a significativi benefici per entrambi questi due Paesi, così impegnati nell’anticipare il futuro e nel salvaguardare un bene tanto inestimabile.